IL CASO DI TOMMASO ONOFRI
Dopo un anno e sei mesi dalla
scomparsa di Denise Pipitone, la bambina di quattro anni scomparsa il 1°
settembre 2004 a Mazara del Vallo, un altro caso simile ha sconvolto una
famiglia del nord Italia. Infatti il 2 marzo alle 20.00 circa, Tommaso Onofri, 17
mesi, viene rapito dalla sua casa di Casalbaroncolo (Parm
a).
Il padre, Paolo Onofri, 46 anni, è direttore dell'ufficio postale di Parma,
mentre la madre è sua collega... Quella sera sono tutti seduti a tavola
compresi Sebastiano, il fratellino di Tommaso di 8 anni e la cuginetta.
Improvvisamente un black out colpisce la villetta di Parma. Il padre va a vedere
che cosa è successo.
Fuori, ad aspettarlo, ci sono due sequestratori armati di una
pistola giocattolo e di un coltello, uno con il volto coperto da un
passamontagna e l'altro con un casco da motociclista. Appena si apre la porta, i
due uomini entrano ed iniziano a minacciare. I genitori, il fratellino e la
cuginetta vengono legati con un nastro adesivo. Poi, dopo essersi liberati dei
parenti, rapiscono il bambino e lo portano via con loro... in dieci minuti in
quella casa scoppia l'inferno. Dopo essersi sciolti dal nastro, i genitori danno
l'allarme.
IL PROSEGUIMENTO DELLE INDAGINI
Dopo ore di angoscia, il 9 marzo, fortunatamente, il comitato "Tommaso Libero" riceve la telefonata di una donna che dice: "Dateci i soldi entro 48 ore o il bambino muore". La mamma a questa notizia ha finalmente l'anima in pace: TOMMASO E' ANCORA VIVO!
Il 10 marzo un'altra tragica notizia colpisce la famiglia Onofri: gli inquirenti hanno trovato in una cantina di proprietà del padre di Tommaso, un computer che conteneva 391 file di pedopornografia, che poche ore prima erano stati eliminati, ma che il RIS è riuscito a recuperare. Il padre viene indagato per pedopornografia. Alle accuse, Paolo Onofri risponde: "Li stavo raccogliendo per poi fare una denuncia", ma gli inquirenti non gli credono e continuano ad indagare su di lui, perchè sono sicuri che prima o poi, seguendo la pista delle accuse del padre, troveranno Tommaso.
LE SUPPLICHE DEI GENITORI DI TOMMASO IN TV
Dopo
"Chi l'ha visto" su Rai tre, i genitori sono stati invitati a "Matrix", il
programma condotto da Enrico Mentana su Canale 5 in seconda serata... ma un
colpo di scena improvviso ha coinvolto i telespettatori: Paolo Onofri con il
volto serio lancia il suo appello: "Io credo che anche chi tiene mio figlio, se
ha una coscienza, se ha un cuore, un briciolo, un pizzico, credo che ormai debba
arrivare a capire che Tommaso deve tornare dalla sua mamma.
Io sono disposto
anche a sostituirmi a lui, se si facessero vivi, se si mettessero in
contatto, se dicessero qualcosa.
Io sono disposto a
prendere il suo posto".
DOPO QUALCHE MESE ...
Dopo tutti gli appelli già fatti in televisione dai genitori, finalmente un'impronta ha incastrato i rapitori di Tommy. Infatti sullo scotch con il quale erano stati legati i familiari di Tommy, il R.I.S. di Parma ha trovato l'impronta del dito con il quale questo era stato toccato. L'impronta corrispondeva a uno dei rapitori, ossia Salvatore Raimondi. E' stato subito arrestato, anche se preceduto da Mario Alessi, entrambi muratori alla cascina di Casalbaroncolo, i quali si sono accusati a vicenda per l'idea dell'omicidio. Purtroppo però pochi giorni dopo l'arresto della compagna di Alessi, Antonella Conserva, Alessi ha confessato la sua partecipazione al rapimento di Tommaso, e non solo, ha detto di aver ammazzato lui stesso il piccolo due ore dopo il rapimento. Gli inquirenti inizialmente non ci credevano, ma solo dopo che Alessi ha accompagnato loro sul "luogo del delitto", e dopo aver trovato il corpo, ci hanno creduto, ma solo perchè, come dice una famosa frase..., davanti all'apparenza non si può negare. Infatti dopo essere arrivati sul posto, solo in tarda serata hanno trovato sotto 30 cm di terra il cadavere del piccolo Tommy. Il bambino indossava gli stessi abiti che aveva il giorno del rapimento. Il corpo del bambino si trovava a pochissimi metri dalla sua casa, precisamente in una buca coperta da un mucchio di fieno sulle rive del fiume Enza. Subito i genitori hanno fatto la richiesta dell'autopsia per chiarire con cosa fosse stato ucciso il loro bimbo.
IL RISULTATO DELL'AUTOPSIA
L' "esame" è durato circa cinque ore e mezzo a causa delle "condizioni fisiche" in cui si trovava il piccolo Tommy. Dopo circa tre settimane il risultato ha chiarito a tutta Italia in che modo terribile il piccolo è stato ucciso. Probabilmente con una vanga. Eh, sì, probabilmente perchè non ci sono certezze.
I FUNERALI
I funerali sono iniziati alle 15.00. La piazza della chiesa era colma di gente, bambini, ragazzi, nonni e nonne... tutti lì per salutare un'ultima volta Tommaso, il bambino di tutte le mamme, ormai diventato un angelo. Migliaia di pupazzi e disegni riempivano l'altare, tutti lì, regalati a Tommaso. L'entrata nel Duomo di quella piccola bara bianca colma di fiori, è stata accompagnata da un lungo e caloroso applauso. Insomma, tutta Italia per l'ultima volta è andata lì a versare nuove lacrime per quel piccolo angelo, che da ora in poi ci proteggerà tutti.
LE MIE OPINIONI
Prima che venisse fuori la verità, io ero dell'idea che Paolo Onofri, il padre di Tommy, c'entrasse qualcosa con tutta la vicenda, ma, dopo aver seguito in tutti i minimi particolari questo caso, mi sono resa conto che non poteva avervi nulla a che vedere, che solo delle persone come Alessi e Raimondi potevano fare un gesto simile, solo perchè Tommy piangeva. Non è accettabile questa situazione. Ogni tanto mi chiedo se è meglio il mondo di oggi o quello di una volta. E la mia risposta è sempre quella: di sicuro una volta c'erano altri problemi, ma almeno, secondo me, nessuno avrebbe avuto il coraggio di ammazzare un bambino e poi metterlo in una buca per il solo fatto che piangeva. Io spero che questi uomini paghino per quello che hanno fatto, e spero anche che i genitori di Tommaso, anche se sarà difficile, perdonino questa gente, perchè sono persone che fanno pena, sono malate ed hanno bisogno di qualcuno che li aiuti.
Stella M.