...L'ISTRUZIONE NELLE SCUOLE DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO...
Stiamo trattando questo argomento in parecchie
discipline e ci appassiona molto, per questo motivo abbiamo deciso di scrivere
questo articolo.
Il mondo è davvero diviso in due: da una parte ci sono le persone che vivono
nel benessere e
nella ricchezza,
nell'altra quelle che
guadagnano meno di $2 al giorno e per questo non ci sono neanche i soldi per
dare un'istruzione ai bambini. Capita molto spesso che i bambini, quasi sempre
maschi,
frequentino solo i primi anni di scuola elementare. Spesso, dunque, anche chi ha
imparato a leggere e a scrivere, avendo frequentato solo una o due classi, torna
ben presto a essere analfabeta o semianalfabeta.
Le bambine non frequentano la scuola perchè i loro genitori preferiscono averle
in casa per farle lavorare.
Per questo motivo nei paesi poco sviluppati le femmine sono le più
analfabete a confronto dei maschi. Questo dimostra la minore importanza
attribuita all'educazione femminile ed è uno dei molti aspetti della
discriminazione nei loro confronti.
Tutto questo succede anche perchè le famiglie, essendo povere, non sono in grado
di acquistare il materiale necessario. La maggior parte dei
bambini, di età compresa dai cinque ai quattordici anni, è costretta a
lavorare quattordici ore al giorno per contribuire alla sopravvivenza della
propria famiglia.
Un altro motivo per il quale i bambini non possono andare a scuola è perchè le
strutture pubbliche sono poche e difficili da raggiungere, sono male attrezzate,
vi sono pochi insegnanti, di conseguenza le classi possono essere molto numerose
perchè capita di mettere insieme più classi.
Ci spiace molto per questa situazione, quindi, abbiamo deciso di raccogliere
dei soldi che, a fine anno scolastico, verranno inviati in un paese povero per
dare la possibilità a qualcuno di frequentare la scuola. Il
progetto, ovviamente, non durerà solo per questo anno scolastico, bensì fino a
quando gli alunni, anche quelli che verranno in futuro in questa scuola, con
i docenti, avranno voglia di continuarlo.
Clarissa C. e Jessica L.