
Dopo avere approfondito lo studio delle poesie di Leopardi, abbiamo fatto una discussione in classe sul senso della vita, sul valore della ragione e del sentimento, nonché sull'ideale di felicità, che muove l'uomo in tutte le sue azioni, facendo riferimento al testo di un critico letterario. Ne sono nati alcuni lavori da parte degli alunni. Riportiamo di seguito le riflessioni personali di Agnieszka, alunna polacca, arrivata nella nostra scuola l'anno scorso.
Il Leopardi, avendo vissuto gran parte della sua giovinezza
chiuso in una camera e senza contatti con il mondo esterno, rifletteva a proposito delle cose importanti e si
dava le risposte giuste. Il suo pensiero che mi ha colpito di più era quello a
proposito del senso della vita umana. Per il poeta il senso della vita di
ogni essere umano è quello di essere felici. Ogni azione, passo, movimento che
facciamo va fatto con la speranza di poter
sentire anche un po' di felicità. Anch' io penso così. Infatti, se qualcuno
studia per la verifica, lo fa per prendere un buon voto e
sentirsi meglio, se va a comprarsi un libro, lo fa per rilassarsi, se parla con
gli amici è per assicurarsi che esistono le persone che gli vogliono bene. Ma,
secondo me, il fare di tutto per sentirsi felici comporta anche
cose brutte, come gli atti di violenza che assicurano ai bulli di essere
forti e avere un "potere". Ci sono tanti esempi. Qualche volta le persone si
suicidano, non perchè hanno perso il senso della vita, ma la speranza di poter
essere ancora felici. In una certa età, cercano di rassicurarsi che ci sia qualcosa dopo la morte e secondo me questo è il motivo per
il quale gli anziani,
sentendosi vicino ad essa, iniziano ad andare in chiesa e darsi la speranza. In
fondo ogni religione serve a darsi l'attesa, l'aspettativa. Cristianesimo,
Buddismo, Islam, Scintoismo tutte queste religioni ci offrono un paradiso, se
non agiamo contro le regole della religione. Ancora uno dei pensieri di Leopardi
con il quale sono
d’accordo è quello che la vera bellezza sta nell'anima, non
nel corpo. Il corpo è solo la crosta, dentro la quale ci sta una cosa più
importante, che ci permette amare e odiare, di sentire, ridere e piangere: il
nostro spirito. Leopardi diceva che, se fosse importante solo il fisico, il nostro
destino sarebbe uguale a quello di un sasso. Si può evidenziare questo pensiero
nella poesia "PER SILVIA" nella
quale l'autore, sentendo Silvia cantare, si immaginava quanto era
bella, ma alla fine Silvia muore, però l'amore per lei rimane. In questo
momento, il poeta si accorge che non amava la sua bellezza esterna, ma l'anima,
cosa che non muore mai. Leopardi spesso parlava della giovanezza e della
maturità. Secondo lui la giovanezza è il periodo migliore di tutta la vita,
perchè è ricca di momenti di attesa, illusione e speranza. A poco, a poco,
quando si diventa adulti, si perde tutta la gioia della vita. Nella poesia
"IL SABATO DEL VILLAGGIO",
Leopardi paragona la giovanezza al sabato pieno di vita e la maturità con
la noiosa e deludente domenica. Questo pensiero non mi piace proprio. Secondo me
non si perde la speranza, col passare degli anni, anzi, si deve continuare a vivere bene e
a sentirsi felici con le persone attorno e con se stessi. La maturità è il momento in cui possiamo aprire le ali.
Prendiamo le nostre decisioni e non siamo più condizionati dai genitori. Anche
se Leopardi scriveva cose molto mature su questo argomento, mi sembra un
bambino che non vuole mai crescere. E' possibile che io abbia capito male ciò che voleva
dirci, ma essere adulto non significa diventare noioso e monotono. Dalla
maturità si comincia la vera vita in tutti i colori possibili.
AGNIESZKA 3D