Don Lorenzo Milani Comparetti  

    Don Milani è nato a Firenze  il 27 Maggio 1923. Era figlio di un'agiata famiglia di intellettuali fiorentini, secondogenito di Albano Milani e Alice Weiss, pronipote del filologo Domenico Comparetti e di sua moglie Elena Raffalovich, sostenitrice e creatrice di giardini di infanzia.

    Era un ragazzo vivace e intelligente, anche se negli anni dell'adolescenza poco propenso allo studio ( rischiò anche di essere  bocciato!), tra il 1941 e il 1943 coltivò la passione per la pittura, studiando prima come privato, poi a Milano all'Accademia di Brera. Nell'estate del  1942, durante una vacanza  a Gigliola (Montespertoli), Lorenzo decise di affrescare una cappella; durante i lavori rinvenne un vecchio messale la cui lettura lo appassionò  notevolmente.

    Successivamente, al ritorno a Milano , si interessò di liturgia. Questo probabilmente fu il suo primo contatto con il cristianesimo, dato che la sua famiglia non era mai stata religiosa, quando non espressamente anticlericale (come il nonno e il bisnonno). I Milani avevano battezzato i loro figli solo per paura di ripercussioni in tempo fascista, dato che la madre Alice era ebrea, anche se non credente. Lorenzo lo chiamò sempre il suo ''battesimo fascista ''.

    Don Lorenzo era uno di quegli uomini che, per le sue scelte nette e coerenti, le sue rigide prese di posizione, il linguaggio tagliente e preciso, la logica stringente nel ragionare e argomentare, si procurava facilmente grandi consensi o grandi dissensi.

A vent'anni ( improvvisamente) abbandonò il mondo borghese raffinato e colto a cui apparteneva la sua famiglia  ed entrò in seminario. I suoi, pur restando sconcertati e soffrendo del '' colpo di testa '' di questo loro figlio che consideravano molto promettente, non lo ostacolarono.

Appena entrato in Seminario cominciò energicamente a sopprimere il suo ''IO '' del passato , i vent'anni che considerava passati nelle ''tenebre ''.

Fu ordinato sacerdote a ventiquattro anni e fu mandato a San Donato a Calenzano come cappellano.

Don Lorenzo prese a cuore la situazione dei poveri: la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro minorile e l'analfabetismo erano considerati da lui delle ingiustizie da combattere e, per questo, fondò una

scuola popolare.

Nella sua scuola raccolse giovani operai e cittadini di ogni tendenza politica, dimostrando sempre di servire la verità, prima di ogni altra cosa.

E a Pipetta, il giovane comunista che gli diceva ''se tutti preti fossero come Lei ,  allora...'' rispondeva : '' il giorno che avremo sfondato insieme la cancellata  di qualche parco, installato la casa dei poveri nella reggia del ricco, ricordati Pipetta, quel giorno ti tradirò, quel giorno finalmente potrò cantare l'unico grido di vittoria degno di un sacerdote di Cristo: beati i poveri perchè il regno dei cieli è loro. Quel giorno io non resterò con te, io tornerò nella mia casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio Signore crocifisso.      

        Frasi di Don Milani che mi hanno colpito  

Quando avrai perso la testa come l'ho persa io, dietro poche decine di creature , troverai Dio come un premio.

Da Lettere di Don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

Dio non mi chiederà ragione del numero dei salvati, ma del numero degli evangelizzati  .

Da Lettere di Don Lorenzo Milani  priore di Barbania.

Se la vita è un bel dono di Dio non va buttata via e buttarla via è peccato . Se un'azione è inutile, è buttar via un bel dono di Dio. E' un peccato gravissimo, io lo chiamo bestemmia del tempo . E mi pare una cosa orribile perchè il tempo è poco, quando è passato non torna.

Da Una lezione alla scuola di Barbiana.  

                                                                                

                                                                                        scritto da Davide P. 1^E

                                                                                       rielaborato da Tommaso C. 1^E

 

                                                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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