
Il 24 gennaio ci siamo recati a Varese, per visitare i laboratori ARPA. Come tutte le uscite, anche questa aveva due obiettivi ben precisi:
-Osservare le quantità di polveri sottili nell'aria;
-e, attraverso dei piccoli insetti acquatici, capire se l'acqua è potabile o
inquinata.
Una volta raggiunto l'edificio, la classe è stata separata in gruppetti di
cinque persone. Io ero nel gruppo Cuasso A. La visita è stata divisa in tre
momenti: il laboratorio di tossicologia, il laboratorio sull'inquinamento delle
acque superficiali e la centralina di
rilevamento
delle sostanze inquinanti dell'atmosfera. Abbiamo anche fatto degli
esperimenti,discusso di vari argomenti legati all'ambiente e parlato delle
possibili soluzioni. Ci hanno spiegato che la tossicologia stabilisce se una
sostanza è tossica su determinanti organismi. Questi organismi possono essere le
dafnie, dei crostacei molto piccoli, i batteri, le piante... Per vedere se una particolare sostanza o l'acqua di un
torrente, di un fiume, di un ruscello è tossica, bisogna fare degli esperimenti,
come quello che abbiamo fatto noi:
abbiamo prelevato e messo in un becher, con una pippetta graduata, 50 ml di
liquido prelevato da un corso d'acqua. Per verificare se l'acqua è inquinata o
no bisogna aspettare 24 ore e vedere se i nostri organismi test, le
dafnie, sono
vive o morte. il test va ripetuto più volte, perchè spesso si può incappare in
errori soggettivi nelle misurazioni. L'esito è positivo, se muoiono meno del 50%
delle dafnie.
La produzione delle dafnie è analoga a quella delle api. Infatti le femmine
tengono al loro interno le uova e i piccoli escono quando sono pronti. La
partenogenesi è appunto un tipo di riproduzione tipica di alcuni invertebrati e
piante, dove l'uovo si sviluppa senza fecondazione. Se un esemplare maschio di
dafnia nasce in un fiume qualsiasi, crea un ambiente stressato e scappa fino a
trovare le condizioni idonee a creare una famiglia. In laboratorio questi
crostacei vengono allevati dall'uomo.
Ci hanno informato che il laboratorio sull'inquinamento delle acque superficiali
controlla anche le acque di scarico.
Anni fa gli scarichi finivano nelle acque
superficiali. In seguito si iniziò a parlare di depuratori, per non inquinare. La
natura ha provveduto a dare all'acqua una temperatura che non scende mai sotto i
4°C, infatti si ghiaccia solo il primo strato in superficie. L'acqua non si
scalda come la temperatura dell'ambiente: quando ci sono 40°C, non assume
mai questa temperatura, ma una minore.
Il fosforo è un nutrimento delle alghe. Se aumenta la quantità di tale sostanza
nell'acqua, le alghe crescono a dismisura e, siccome sono dei vegetali, producono
ossigeno con la fotosintesi. In un primo momento l'aumento delle alghe, cibo per
numerose specie di organismi, provoca una crescita notevole della fauna
acquatica. In seguito, quando muoiono, le alghe si depositano sui fondali e
vengono decomposti da batteri che sottraggono così l'ossigeno disciolto
nell'acqua. Aumenta così un certo tipo di batteri e sui fondali si generano gas
nocivi, tipici dei materiali in via di decomposizione. Questo fenomeno, chiamato
eutrofizzazione, danneggia gravemente l'ambiente acquatico, provocando la morte
per per asfissia (mancanza di ossigeno) dei pesci e altri animali. Altre
sostanze altamente tossiche sono immesse nell'ambiente attraverso l'attività
agricola: si tratta dei pesticidi, utilizzati per combattere gli organismi
nocivi per i raccolti, comprendenti gli insetticidi e i diserbanti. Un'altra
sostanza impiegata in agricoltura sono i fertilizzanti, a base di sali di azoto
e di fosforo. La microbiologia si preoccupa di valutare la presenza di batteri,
anche patogeni.
Con il mio gruppo e con la mia guida, il perito chimico signor Tagliabue, siamo
andati ad una piccola centrale, dove si raccolgono dei dati sull'inquinamento
atmosferico. L'aria viene pompata all'interno di un rilevatore a raggi
infrarossi e le molecole di monossido di carbonio, con le variazioni di questo
raggio infrarosso, emettono un segnale: questo segnale è direttamente
proporzionato alla concentrazione: più ce n'è, maggiore è il segnale. Vi è
un computer che, ogni ora, esprime un valore medio e chiama, tramite un modem, questa stazione, così come tutte le altre, e si
fa mandare i dati. Lo stesso discorso vale per gli ossidi di azoto, ma in un
modo leggermente diverso.
Grazie a questa uscita didattica, abbiamo potuto osservare l'interno della
centralina ARPA di via Copelli a Varese. Quest'ultima rileva quantità di
sostanze, la maggior parte inquinanti, presenti nell'aria, come il Monossido di Carbonio (CO), il
Biossido di
Zolfo (SO2), gli Ossidi di Azoto ( NO, NO2...), il PM10 ( particelle
molecolari con grandezze inferiori a 10 micron), l'Ozono, Benzene, Toluene e
Xileni. Alcune centraline rilevano anche il PM 2,5 che ha dimensioni ancora più
piccole. Il PM10, ovvero le polveri sottili, rilascia su speciali
dischetti della centralina una sostanza tanto più nera qaunto più inquinata. La
tecnica di misurazione di SO2 (Biossido di Zolfo) è a fluorescenza
molecolare, perchè si utilizzano appunto le radiazioni fluorescenti. Varese per
ora non è molto inquinata grazie anche alla sua posizione geografica.
Se vuoi sapere che cosa sono le dafnie, anche i particolari, cliccaci sopra la
parola colorata... dafnie
Questo lavoro è stato eseguito da
Omar B. e Laura B. della
classe 3^D
Se vuoi proseguire, clicca QUI , troverai i risultati dei nostri test e le foto degli esperimenti.