L'EPIFANIA

Il termine epifania deriva dal greco, ephifaneia, che può significare manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina.  Nel linguaggio contemporaneo Epifania sta ad indicare l'Epifania del Signore, una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Con questa parola si intende, infatti, la prima manifestazione pubblica della divinità, con la visita dei Re Magi.

Non in tutti i paesi cristiani il 6 gennaio è riconosciuto come festività anche agli effetti civili. Oltre che in Italia, lo è in Austria, Croazia, Finlandia, in alcuni Länder della Germania, in Grecia, in Slovacchia, in Spagna, in Svezia ed in alcuni cantoni della Svizzera.

 La Befana appartiene alle figure folkloristiche, portatrici di doni, legate alle festività natalizie. Secondo la tradizione, la Befana fa visita ai bambini la notte precedente l'epifania (6 gennaio) per riempire le calze, appositamente lasciate appese dai bambini. Se sono stati buoni, offre caramelle e cioccolatini, altrimenti se sono stati cattivi le riempie di carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di dolcetti e regali.

 

 

FILASTROCCHE

La Befana vien di notte                                                                                                       

Con le scarpe tutte rotte                                                                                              
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!
 


La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!
 


La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
che regala ai bimbi buoni.
 

Inizio de La befana di Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana...

Nella tradizione cristiana i Re Magi furono, probabilmente, sacerdoti zoroastriani che, secondo il Vangelo di Matteo, giunsero da Oriente, precisamente dalla Persia, a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù, il re dei Giudei che era nato. I Magi, furono, quindi, le prime figure religiose ad adorare il Cristo. Non c'è invece traccia, nei "Vangeli dell'infanzia", di una loro autorità regale.

I Re Magi portarono in dono a Gesù bambino, l'incenso, usato nel tempio, indica il sacerdozio di Gesù; l'oro  indica la regalità; la mirra, usata nella preparazione dei corpi per la sepoltura, indica l'espiazione dei peccati attraverso la morte.
Il nome di ognuno di essi era: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre.

                        

                              

    

 

 

 

 

 

 

Carola e Alessia 3° D