Relazione pratica Arpa

Oggi, 17-02-2010, é arrivato, come previsto, il sig. Tagliabue per mostrarci come si misura

l' inquinamento dell' aria e le polveri sottili in essa contenute. Dato che mancavano all' appello parecchi compagni, le due seconde sono state unite. Innanzi tutto ci ha mostrato gli apparecchi per la sicurezza sul lavoro.

Ci sono tre diversi tipi di maschere che ostacolano

l' introduzione di polveri pericolose disperse

nell' aria.

Per testare le apparecchiature si sono offerti volontari Martina e Stefano, hanno indossato il caschetto di protezione, la "divisa" e le diverse maschere:

-la prima era per la protezione facciale (FF1),  protegge, infatti, dalle polveri d'amianto e non solo.

- la seconda era quella semifacciale, colorata per il riconoscimento della classe di appartenenza chimica; questa maschera contiene un filtro e funziona solamente quando il tasso di ossigeno supera il 17 %, altrimenti bisogna ricorrere all'uso di maschere più efficaci. Purtroppo questa non protegge gli occhi, quindi per una protezione più sicura, abbiamo bisogno di un'altra maschera.

- la terza é la maschera pienofacciale che viene utilizzata anche dai Vigili del Fuoco, perché offre una protezione completa del viso, indossarla in modo errato può essere pericoloso. Essa é formata da un vetro e, inoltre, le vengono applicati i filtri utilizzati anche nella maschera semifacciale.

 

Tutte proteggono dalle polveri.

Questo momento di spiegazione é stato reso divertente dalla visione dei nostri compagni alle prese con queste attrezzature !!!

Hanno addirittura provato a testare la terza maschera, posizionandosi davanti al tubo di scappamento dell' automobile della prof.ssa Caserio. Prima della spiegazione, però, abbiamo visionato altri strumenti, con i quali abbiamo lavorato successivamente.

La pompa di campionamento misura il quantitativo di polvere e la sua concentrazione, tramite un dischetto composto da cellulosa che trattiene e cattura la polvere, successivamente, viene sottratto al peso lordo il peso della membrana, trovando il peso della polvere; alla pompa, attaccata alla corrente, si aggiunge un oggetto che misura la condensa che potrebbe rovinare la pompa, alla quale attacchiamo un portamembrana ed infine disponiamo un ugello, un sottilissimo tubo di ferro a forma di uncino. Abbiamo posizionato la sonda in un posto polveroso dell'aula, l'abbiamo attivata ed essa, come

un' aspirapolvere, ha aspirato la polvere che si é sedimentata sulla membrana.

Prima di testarla, bisogna aggiungere due provette contenenti rispettivamente un liquido rosso e uno nero, che assorbono la polvere, un flussimetro con al suo interno una pallina nera che, fluttuando, misura la pressione, solo ora potremmo attivare la pompa. Questa parte di lezione é stata molto interessante!!!

 Nonostante la pioggia siamo usciti per fare un altro esperimento. Il GPL é il gas che contiene meno CO ma più CO2 perché vengono utilizzati combustibili fossili.

Con l'opacimetro,un marchingegno molto grande, abbiamo misurato, mettendo il tubo nello scarico dell' auto, l' opacità dell' aria fuoriuscita. Con  la maschera pienofacciale Stefano ha confermato la sua funzionalità, mettendosi davanti al tubo di scappamento mentre la prof.ssa in macchina accellerava. Poi abbiamo attaccato alla portiera

dell' auto una specie di telecomando che misurava i giri del motore, il tutto per misurare l'opacità dello scarico. E' stata un' operazione lunga, ma abbiamo scoperto che l' auto della prof.ssa Caserio é regolare.

          E...a proposito di prima, la membrana era molto sporca e abbiamo inoltre concluso che la concentrazione di polvere é molto alta.

Questa esperienza mi ha interessato perché ho potuto vedere quali strumenti vengono utilizzati per misurare le diverse sostanze contenute nell' aria, scoprendo che per fare questo é necessaria una tecnologia avanzata.

Beatrice S. 2D

Rielaborato da Gaia D. e Giorgia N. 2e