La sicurezza nelle scuole e nel mondo del
lavoro: una cosa
importante e indispensabile. Per meglio comprendere questo
concetto il 4 febbraio 2005, le classi seconde e terze delle medie di Cuasso
e Bisuschio si sono recate al collegio "De Filippi" di Varese, per un convegno sulla
sicurezza, assistendo a spiegazioni dell'INAIL e visionando diapositive
attinenti all'argomento.
Arrivati sul posto, alunni e insegnanti sono entrati nell'edificio e si sono
sistemati in un'aula molto grande (sicuramente l'aula magna); sul fondo, al centro
c'era un bancone rialzato, dietro al quale erano seduti avvocati, medici e altri
liberi professionisti, nonché lavoratori dipendenti.
Dietro di loro era stato sistemato un telone bianco per le proiezioni.
Dopo un breve discorso introduttivo, in cui ci è stato spiegato che la legge 626
riguarda anche noi alunni, per la prima volta riconosciuti dal mondo adulto come
"lavoratori" a tutti gli effetti, è cominciato il convegno vero e proprio.
Alcuni rappresentanti dell'INAIL hanno parlato dei motivi per cui lavorano in questa
associazione e dei servizi che essa offre. Un avvocato ci ha informato
dei pericoli che possono avvenire all'interno della scuola e degli edifici di
lavoro: molti sono banali, ma possono avere conseguenze gravi, ad esempio
nell'ambito scolastico capita spesso di spingersi e correre sulle scale;
sporgersi in modo eccessivo dalle finestre ecc. Dopo le spiegazioni, un
esponente dell'associazione passava tra noi ragazzi, porgendoci delle domande, coinvolgendoci
maggiormente.
In seguito, ci sono state mostrate delle diapositive che illustravano la legge 626,
la quale svolge le seguenti funzioni:
Da' disposizioni generali in materia di igiene
e sicurezza del lavoro
Adegua i requisiti dei luoghi di lavoro
Successivamente, dopo una breve pausa c'è stato lasciato il tempo per fare domande. Una frase che ci ha colpito è stata: "Mi interessa, il futuro, perché è lì che passerò il resto della mia vita". Questa frase molto significativa ci ha fatto riflettere su come sarà la nostra vita ed è risultata un monito a non essere distratti nelle cose più banali.
Jessica D. R. III^D