La storia del riccio Richy
... e per i più piccoli, il racconto è in fumetto... a cura di Barbara B.
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Un giorno d’estate mia mamma si era messa ad urlare perché aveva visto la pattumiera muoversi e pensava che dentro ci fosse un topo. Io corsi subito a vedere cosa fosse successo; la mamma portò fuori la pattumiera e chiuse il buco che c’era in basso al sacchetto con un cartone. Quando tirai via il cartone non si muoveva niente allora io pensai che fosse un topo morto, perché di solito i topi dovrebbero subito scattare.
Presi un bastone e spostando
la carta vidi che non era un topo, ma un riccio, che in quel momento aveva
partorito cinque cuccioli; la madre scappò subito e lasciò lì da soli i
cuccioli.
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Nel pomeriggio la madre ritornò e ne prese solo tre perché uno era stato morsicato e ucciso dai cervi volanti e l’altro era ben nascosto. Il riccio vivo rimasto lo misi un po’ allo scoperto tra la paglia. Passò un giorno e la madre non ritornò, allora presi il riccio e chiesi alla mamma se aveva una siringa, ci misi dentro il latte e imboccai il riccio, era AFFAMATISSIMOOOOOOOOOOOO! Mi cadde anche una goccia di latte sul guanto e il riccio mi succhiava anche il guanto. Mio fratello Lorenzo lo prendeva in braccio senza i guanti perché gli aculei erano così teneri che non pungevano affatto. Il giorno dopo Richy non c’era più, perché l’aveva finalmente preso la sua mamma. Sono certa che in qualche modo avrà ringraziato chi si è preso cura del suo cucciolo!
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