IL PANETTONE
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VI RACCONTIAMO LA STORIA DEL PANETTONE
Il
Panettone (Insubre panetton grafia classica, panetùn
altra grafia) è un tipico dolce milanese, associato alle tradizioni
gastronomiche del Natale ed ampiamente diffuso in tutta Italia, nonostante sia
un simbolo della gastronomia e della città di Milano.
Tipicamente ha una base cilindrica di 30 cm di altezza che termina in una forma
a cupola. Basi ottagonali o a sezione a forma di stella sono più comuni per il
pandoro.
È ottenuto da un impasto lievitato a base di acqua, farina,
burro, uova o anche tuorli, al quale si aggiungono frutta candita,
scorzette di arancio e cedro in parti uguali, e uvetta.
Si serve normalmente a fette tagliate verticalmente, accompagnato con del vino
dolce, come lo spumante o il moscato, o con delle bevande calde come caffè e
cioccolato.
Oggi il Panettone è un dolce tipico Italiano tutelato dAL 22-07-2005 che ne
specifica gli ingredienti e le percentuali minime per poter essere definito
tale.
Ci sono diverse leggende legate alla nascita del panettone; ve ne riportiamo alcune, una legata alla cerimonia del ceppo e l'altra tipicamente milanese.

La
tradizione vuole che
in passato il panettone fosse
fatto in casa, sotto il controllo del capo famiglia, che al termine della
preparazione doveva inciderci sopra una croce con il coltello come benedizione
per il nuovo anno.
Il dolce doveva essere consumato durante la cerimonia «del ceppo» o «del
ciocco», durante la quale si accendeva un grosso ceppo di quercia, posato nel
camino, sopra un letto di ginepro.
Il capo famiglia doveva poi versarsi del vino, berne un sorso e, dopo aver
versato un po' di quello stesso vino sul ceppo acceso, far passare il bicchiere
a tutti i membri della famiglia che dovevano berne a loro volta. Il capo
famiglia gettava allora una moneta tra le fiamme e poi distribuiva una moneta ad
ogni familiare.
Al termine di questo rito gli venivano portati tre panettoni (in
antichità erano tre pani di frumento e, con ogni probabilità, la ricetta del
panettone deriva da una modifica di quella per fare il pane per la cerimonia del
ciocco). Con un grosso coltello il capo famiglia tagliava un pezzo di uno dei
panettoni che doveva essere conservato fino al Natale successivo; sembra che il
pezzo avesse forti poteri taumaturgici e dovesse assolutamente essere
conservato, pena un anno di sfortuna.
La credenza è tipicamente pagana, ma stranamente si trova in mezzo ad una
cerimonia imbevuta di una potente simbologia cristiana, come ad esempio il ceppo
che simboleggia l'albero del bene e del male, il fuoco che rappresenta l'opera
di redenzione di Cristo, mentre i tre panettoni il mistero della Trinità.
Peccato che oggi non ne resti più traccia.
Ecco la seconda leggenda...
Si narra che
alla corte di Ludovico Sforza si stava tenendo un banchetto, era la vigilia di
Natale, le portate erano molte e molto elaborate, proprio per questa occasione
il cuoco ufficiale di casa Sforza aveva preparato un dolce molto ricercato, ma
purtroppo, non si sa per quale motivo, il dolce si era bruciato.
In cucina scoppiò il panico, non poteva concludersi una cena di gala senza un
dolce, ma come si poteva fare? Preparare un altro dolce era impossibile perché
mancava il tempo e gli ospiti già reclamavano il dolce. Fu a quel punto che
dalla cucina fece la sua comparsa lo sguattero, un certo Toni che propose al
cuoco ufficiale di portare in tavola un dolcetto che aveva preparato con gli
avanzi del dolce bruciato, aveva aggiunto però i canditi, l’uvetta, le spezie,
uova e zucchero, l’aspetto non era un granchè, sembrava un grosso pane.
Il cuoco non aveva scelta e portò in tavola il dolce temendo l’ira del padrone
di casa e degli ospiti, ma con grande sorpresa invece il dolce riscosse un
grande successo.
Il “pan del Toni” ebbe così tanto successo che lo mangiamo ancora ogni Natale.
a cura di Scandiffio D. e Ukshini E.