Indiani d'America     

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L'uso del termine Indiani, risale alle prime fasi dell'esplorazione del sub-continente nordamericano. Il termine Indios, spagnolo ma anche portoghese, è utilizzato per riferirsi alle popolazioni indigene dell'America latina. L'espressione pellerossa, utilizzata, spesso in senso semanticamente negativo, per riferirsi alle popolazioni indigene nordamericane, è oggi considerata non politicamente corretta, in quanto fa riferimento al colore della pelle dei nativi di quell'area del continente. A Est vivevano popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Cree e gli Ojibway o Chippewa; a Ovest, gruppi di lingua athabaska (Carrier, Ingalik, Dogrib, Han, Hare, Koyukon, Kutchin, Mountain, Slave, Tanaina, Yellowknife e altri). Queste popolazioni venivano generalmente guidate dai capifamiglia ed i conflitti tra le varie tribù erano molto rari. Per quanto riguarda la religione erano molto diffuse le credenze negli spiriti guardiani e nella stregoneria. Molti di questi popoli ora sono sedentari e tuttora vivono di caccia e pesca.

 

 

Le loro abitazioni

Gli indiani d'America vivevano in tende fatte di pelli, nei climi più miti e in quelli più rigidi facevano ricorso a vari tipi di riparo, tra cui capanne costruite con blocchi di ghiaccio o di terra e rifugi interrati. Dove abbondava il legname venivano costruite case di legno, altrove si utilizzava la paglia per coprire semplici capanne. Abitazioni caratteristiche sono il tepee degli indiani delle praterie, il chikee dei seminole della Florida, gli hogan dei navajo. Apparentemente semplici, queste strutture erano il frutto di sapienti tecnologie. Negli stati sud occidentali, sono tuttora visibili gli insediamenti rocciosi dei cliffdwellers, antenati degli odierni pueblo.

 

La religione  

Gli indiani d'America coltivavano una grande varietà di credenze religiose. La maggior parte delle popolazioni venerava un'entità spirituale, origine di tutte le cose, come luce e forza vitale come fertilità, come conoscenza e potere, di cui erano depositari principalmente alcuni animali, quali il giaguaro, l'orso e il serpente. Per provocare visioni venivano spesso somministrati allucinogeni, tra cui il peyote, all'interno di cerimonie caratterizzate da canti e digiuni. Importante era il culto dei morti, di cui erano ministri gli sciamani. Risalgono al 1000 a.C. le prime tombe coperte da tumuli sepolcrali, diventate in seguito centri di culto, tipiche della prima civiltà hopi. Presso alcune popolazioni potevano rivestire occasionalmente funzioni sacerdotali diverse persone, a seconda delle contingenze; non esistevano inoltre luoghi di culto fissi. Le popolazioni meridionali e della costa nord occidentale del Pacifico avevano invece santuari o templi e sacerdoti permanenti.
 

Le arti e le tecniche        

Tra le prime arti sviluppate presso i nativi americani vi fu il taglio della selce, che si affermò quasi ovunque tra il X e il VI millennio a.C. Nella zona centro occidentale il rame venne usato fin dal periodo arcaico per forgiare strumenti e oggetti ornamentali, ma la lavorazione dei metalli a partire dal minerale fu importata dal Perù solo dopo il 900 a.C. e il bronzo venne introdotto quasi 2000 anni più tardi, intorno all'XI secolo d.C. Le prime ceramiche risalgono al 3500 a.C. e ancora più antica è l'arte di lavorare il giunco, che raggiunse i livelli più alti nelle regioni occidentali. La tessitura era praticata con varie tecniche, spesso insieme al ricamo (con piume, perle e conchiglie); le popolazioni di cacciatori utilizzavano pelli di daino per realizzare abiti, tende e contenitori. Molto praticato era l'intaglio del legno: nella costa pacifica settentrionale venne elaborato uno stile particolare, di cui i totem costituiscono l'esempio più noto.

 

Indiani d'America oggi     

 

I nativi americani attualmente sopravvissuti sono circa un milione e mezzo (censimento del 1980). Nel 1984 vi erano 283 tribù riconosciute negli Stati Uniti e 200 villaggi nell'Alaska. Attualmente la maggior parte degli indiani sopravvissuti sono confinati in riserve, circa 300 quelle federali e 21 quelle statali, quasi tutte ad ovest del Mississippi. Le riserve possono essere destinate ad una sola tribù o essere assegnate a più tribù. Alcune parti delle riserve possono appartenere a gruppi non indiani. La riserva più grande (14 milioni di acri) è proprietà della tribù Navaho, mentre le più piccole si riducono a pochi acri di terreno. E' comunque stimato che circa un terzo (c'è chi dice addirittura la metà) della popolazione indiana degli Stati Uniti abiti ormai nelle città. Per esempio, in Canada vivono circa 300.000 eschimesi, in rapido aumento. Sono organizzati in ben 573 gruppi (detti bands) con, in media, 525 membri ciascuno. Ogni band ha un capo eletto e un consiglio tribale rappresentativo. Le varie bands possiedono 2.242 parcelle di terreno separate fra loro, su un area totale di 25.954 km². Sia negli Stati Uniti che nel Canada le condizioni di vita degli indiani sono generalmente precarie e la loro vita media è inferiore a quella del resto della popolazione.