LA GARA                         torna indietro

 

    Era un giorno di aprile, un triste giorno come un altro.
La nostra professoressa di matematica, la professoressa Lucchini, ci comunicò una notizia che all’inizio mi rese euforica (sottolineo all’inizio…): sette della nostra classe avevano la possibilità di partecipare ai giochi matematici tra classi di scuole secondarie di secondo grado, che si sarebbero tenuti a Laveno il giorno 9 maggio 2007. Ho sottolineato “solo all’inizio” perché solo sette, di una classe formata da poco più di una ventina di ragazzi, avrebbero avuto la magnifica possibilità  di rendere onore alla nostra classe, anzi alla nostra scuola, e quindi pensai che non avrei fatto parte dei “fantastici 7”.

Continuavo a pregare perché desideravo così tanto comparire tra quei nomi, non per vantarmi ma per avere la possibilità di dimostrare che anch’io valevo qualcosa.

     La professoressa, in quel momento, aveva chiesto alla classe di fare la scelta dei sette ragazzi e rimasi sorpresa quando due o tre mie compagne pronunciarono il mio nome. Non ci credevo: il mio nome! Come potevano avere così tanta fiducia in me le mie amiche quando io non avevo e non l'ho tuttora in me stessa?!

Il fatto però che la questione rimase lì per  qualche giorno mi rese ancora più nervosa, perché magari la professoressa non era d’accordo che io venissi e mi avrebbe dato una risposta che mi avrebbe delusa, alimentando la mia sfiducia.

Invece la professoressa comunicò i nomi confermando il mio. Ero così felice! Provai la stessa sensazione che provo ogni volta che prendo un voto alto, quella che ti rende orgogliosa di tutto quel cammino che percorri per ottenerlo.

Ci furono "scontri" tra i due pretendenti che dovevano occupare il settimo posto: allenamenti continui e, alla fine, ecco la conclusione: Betteto Simone, De Grazia Matteo, Deola Simone, Franceschini Luca, Grassi Francesca, Regattieri Iulia ed io avevamo l’obbligo di rendere onore alla scuola, anche perché essa ha come Dirigente una professoressa di matematica e non potevamo deluderla.

Tutti gli altri ragazzi contavano su di noi, ma io avevo il presentimento che avrei deluso sia loro e, soprattutto, la professoressa.

    Ricordo il “grande giorno” in ogni sua piccola sfaccettatura. Erano le 12.10 circa e dovevamo dirigerci verso la fermata del pullman che ci avrebbe trasportati fino alla stazione di Varese. Lì incontrammo la nostra preside, la quale ci incoraggiò.

Dopo esseri arrivati alla prima destinazione e aver trascorso tutto il resto del viaggio in treno, quando arrivammo a Laveno passammo un po’ di tempo sulle rive del lago, che si trovava nei paraggi, visto che era una bella giornata e facevamo in tempo a dirigerci in seguito verso la scuola, sede de giochi matematici.

Ricordo ancora quella sensazione di fierezza che avvertivo nel fare parte di quel gruppo. Pensavo che, sebbene avessimo partecipato, ma non fosse andata come speravamo, sarebbe andata bene lo stesso perché ci eravamo allenati e avremmo dato il meglio nel risolvere i giochi matematici.

Nel momento in cui dovevamo affrontarli, pensavamo di non farcela e avevo paura di far perdere la squadra.

Devo ammettere che non ho risolto tanti problemi quanti quelli che ha risolto il capogruppo o qualcun altro e, anche se mi dispiace, sono comunque fiera di aver partecipato e di aver eseguito correttamente un quesito, anche contro il parere diverso del capogruppo..

Consegnammo il foglio con le risposte alla responsabile del piano, alle ore 15.35 circa; essa poi  l’avrebbe consegnata alla giuria.

    L’ora prevista per la premiazione erano le 16.30.

Chiacchierammo, scherzammo, litigammo e alla fine ci dirigemmo verso la palestra di quella scuola dove avrebbero annunciato i risultati.

Continuavo a tormentare la mia compagna perché ci tenevo moltissimo che la squadra avesse vinto.

Per prima cosa, vennero annunciati le classi prime che si trovavano all’ultimo posto, poi lo stesso le classi seconde e le classi terze.

Per fortuna non eravamo comprese tra queste. Eravamo molto contenti!

Successivamente vennero nominate le classi prime, seconde e terze che si trovavano al terzo posto… Neanche lì eravamo compresi! Sì!!! O avevamo vinto o eravamo al secondo posto. Entrambi i posti mi rendevano fiera anche se mi allettava il fatto di arrivare al primo posto.

Al secondo posto per le classi terze… la classe 3^ A della scuola Don Milani di Bisuschio!!

Eravamo arrivati al secondo posto ma era un titolo altissimo che si poteva raggiungere su sedici classe e di valore,  visto che la nostra professoressa di matematica, invitata a controllare le nostre risposte, avevano notato che avevamo risolto perfettamente tutti i problemi, come le altre due classi che sia erano poste al terzo e al primo posto. Sapete perché non ci eravamo classificati al primo posto? Perché avevamo consegnato il foglio con le risposte due minuti dopo della classe che si era classificata al primo, persi per una sfortunata “questione delle firme”; infatti, dato che entrambi i primi classificati avevano svolto i problemi correttamente, vinceva chi lo aveva consegnato per prima.

    Una volta dataci la coppa dal professor Geronimi, proprio colui che aveva istituito la gara, ci venne regalato un libricino di giochi matematici del medioevo scritto dal medesimo ed un altro libro sul tema musicale.

    Siamo tutti fieri di essere arrivati secondi, anzi, primi!!

L’intelligenza e la logica sono tra i doni più belli che l’essere umano possiede.

 

Relazione scritta da Rossini Ilaria