Salvador Dalì

    A cura di Valeria e Sharon

 

BIOGRAFIA
Salvador Dalí nasce l'11 maggio 1904 nella cittadina di Figueres, in Catalogna, vicino al confine francese.
Il padre era un avvocato e un notaio appartenente alla classe terza.
La madre incoraggiava il figlio nelle sue aspirazioni artistiche.
Il fratello anch'esso di nome Salvador, il 1° agosto, morì a causa di una malattia. E all'età di 5 anni Dalì fu portato dai genitori alla tomba del fratello dove gli dissero che lui era la sua reincarnazione, dove alla fine si convinse che quello che gli avevano detto era vero.
Nel 1921 muore la madre e per lui fu la sua disgrazia più grande e il padre dopo la morte si sposa con la sorella della moglie, ma Dalì si risente per le nuove nozze.
Nel 1920 il padre di Dalì organizza nella residenza della famiglia una mostra dei disegni a carboncino del figlio, che però la sua prima vera esposizione fu nel 1919 nel teatro municipale di Figueres.
Nel 1931 Dalí dipinge una delle sue opere più famose,
La persistenza della memoria.


 

 

LA SUA SCUOLA:
Dalì frequento una scuola d'arte.
Nel 1926 viene espulso, poco prima di sostenere gli esami finali, poiché afferma che nessuno dell'istituto era abbastanza competente per sottoporre a un esame uno come lui.
Negli anni successivi, mentre sviluppa un proprio stile, realizza diverse opere fortemente influenzate dall'arte di Picasso.

 

I SUOI ULTIMI ANNI :
Nel 1982 il Re Juan Carlos I di Spagna concede a Dalì il titolo di Marchese di Pubol.
Sempre nello stesso anno morì la moglie e Dalì perse la voglia di vivere.
Si trasferì dalla sua cittadina al castello di Pubol che aveva comprato per sua moglie. Nel 1984 scoppiò un incendio, si pensò che fosse un tentativo di suicidio o forse una negligenza del personale ma fu salvato e riportato a Figueres.
Quando Dalì si trovò sul letto di morte il re gli fece visita e così dalì ripagò il re di averlo fatto diventare marchese di Pubol con il suo ultimo dipinto.
Alcune voci sostengono che Dalì sia stato costretto a firmare delle tele vuote, che dopo la sua morte sono state vendute come falsi.

 

 

La mostra di Milano  

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