La
Bella e la Bestia
a cura di
Veronica e Beatrice
Il giorno 18
marzo noi alunni di prima media siamo andati a vedere lo spettacolo teatrale intitolato
"La bella e la bestia" presso il Teatro San Giorgio di Bisuschio. Lo spettacolo
è stato molto emozionante. Gli attori erano due e venivano da Ferrara. Erano
davvero molto bravi, perché impersonavano più di una parte e quindi il loro
compito era molto difficile. Non c'era nessuna scenografia particolare né
effetti speciali: semplicemente la storia era raccontata e animata.

" A noi lo
spettacolo è piaciuto molto anche se ci aspettavamo uno scenario diverso
con più effetti speciali, ma gli attori erano veramente bravi e hanno
saputo calarsi benissimo nei diversi personaggi che hanno dovuto interpretare.
La storia era cambiata un po' rispetto al film della Walt Disney che tutti
conosciamo, ma comunque è stato abbastanza interessante assistere a questa
rappresentazione." (Viviana e Chiara)
Con “La Bella e la Bestia” la compagnia Il Baule Volante prosegue un percorso sulla narrazione due voci e, contestualmente, un lavoro di ricerca sul tema della diversità.
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Di Roberto Anglisani e Liliana LettereseCon Liliana Letterese e Andrea LugliRegia di Roberto AnglisaniMovimenti scenici curati da Caterina TavoliniFonte: M.me Leprince de Beaumont
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Ecco la storia:
Un mercante, padre di tre figlie, si smarrisce nel bosco, di ritorno da uno sfortunato viaggio d’affari. Trova rifugio nel palazzo della Bestia, un essere orribile metà uomo e metà belva. Qui, durante il tentativo di rubare una rosa, viene sorpreso dalla Bestia, che lo minaccia di morte. L’unica possibilità di salvezza è che sia una delle sue figlie a morire al suo posto. La più bella delle tre accetta il sacrificio e si reca al palazzo. Ma andrà incontro ad un destino inatteso.
Si tratta, dunque, di un racconto che ha riscosso e riscuote ancora oggi un grande successo ed un grande interesse. Ma a cosa si deve una tale fortuna attraverso i secoli? Per quanto ci riguarda, crediamo che si debba principalmente ai molti significati che la fiaba contiene e nasconde, significati, diremmo, quasi atavici e dalle profonde radici, tanto profonde da risultare senza tempo e dunque immediatamente reperibili nell’esperienza quotidiana di ognuno di noi.
Attraverso la classica storia di un amore impossibile, di un amore che supera ogni barriera, “La Bella e la Bestia” ci parla innanzitutto del tema della diversità, ed in particolare dell’accettazione del diverso e dell’”altro da sé”. Una diversità che spesso si manifesta anche nella realtà proprio nello stesso modo in cui avviene nella fiaba e cioè attraverso un particolare aspetto fisico: dal colore della pelle, come dall’ essere troppo magri o troppo grassi, o comunque lontani dai canoni di bellezza perfetta proposti dai mezzi di comunicazione. Eppure, magicamente, in questa storia il pubblico finisce per identificarsi proprio col personaggio della Bestia, condividendone i dolori e i tormenti, provando per esso una grande comprensione e un grande affetto, attraverso un percorso emotivo che va dal rifiuto per questo essere mostruoso e apparentemente cattivo fino al sentimento di condivisione della condizione di “diverso”, non desiderandone più la morte ma la felicità.
“La Bella e la Bestia” è una storia che parla con delicatezza al nostro cuore, anche per insegnarci a ricercare la bellezza delle cose e delle persone al di là delle apparenze, a capire che spesso essa si cela sotto sembianze che ci possono sembrare sgradevoli: solo imparando ad andare al di là delle apparenze e delle convenzioni potremo apprezzare la vera bellezza, una bellezza interiore e quindi più profonda.
Ma questo è un obiettivo che non si ottiene immediatamente e senza fatica: il racconto rappresenta, in questo senso, un lungo ed importante processo di crescita.