
Testimonianza di Samuele Scarpazza
A scuola di prevenzione
Giovedì 10/03/11 ci siamo recati con la scuola nella sala conferenze dell’Istituto De Filippi, dove alcuni rappresentanti ci hanno spiegato il servizio svolto dagli enti per cui lavorano a favore della prevenzione degli incidenti. Hanno cercato di spiegarci i rischi che potremmo correre anche noi a scuola e come cercare di evitarli e non causarli. Negli ultimi 20 anni il numero di infortuni sul lavoro è diminuito, ma non si può comunque azzerarlo, perché non si può annullare la casualità; dalle relazioni è emerso che molti infortuni sono dovuti alla cattiva organizzazione.
Uno degli enti, di cui ci hanno parlato, è l’ANMIL. L’ANMIL esiste dal 1943 e si occupa della prevenzione sul lavoro; nell’ambiente di lavoro i rischi sono l’infortunio (fisico o psicologico) o la malattia professionale (esercitando la professione può venire un’allergia, uno sfogo, ecc…).
Un altro ente è l’INAIL. L’INAIL (Istituto Nazionale Per L’Assicurazione contro gli Infortuni) esiste da 100 anni ed è l’ente che protegge i lavoratori. Si occupa anche di reinserire i lavoratori infortunati in un ambiente di lavoro. Le persone assicurate sono quelle che eseguono un lavoro manuale continuativo.
Un altro ente è l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Oltre ai compiti specifici, esso gestisce corsi di formazione per i lavoratori finalizzati al corretto utilizzo di alcuni macchinari pericolosi (es. muletti). Il relatore ci ha spiegato il significato dei cartelli affissi sui luoghi di lavoro, delle protezioni individuali e il pericolo di alcune sostanze chimiche. L’obiettivo anche per questo ente è quello di diffondere la cultura della prevenzione.
Durante questa conferenza alcune persone ci hanno raccontato la dinamica dei loro infortuni: Samuele Scarpazza si è infortunato quando un enorme pezzo di ferro gli è caduto addosso, schiacciandogli una gamba e una mano, con l’aiuto del capofficina e dell’ambulanza è riuscito a salvarsi; Maria Cacaro ha perso un braccio a 20 anni, gliene hanno messo uno di legno, che, con l’andare del tempo, hanno sostituito con uno meccanico; Alberto Averio ha fatto un volo di 12 metri dal tetto di un capannone rimanendo paralizzato; Enrico Andretto ha perso le dita a 14 anni.
Per tutte queste persone l’INAIL e l’ANMIL sono stati d’aiuto trovando loro un nuovo lavoro e fornendo loro anche gli attrezzi e le cure necessari. Molta altra gente in queste condizioni viene aiutata da questi enti che risultano essere utilissimi per la popolazione.
Elisa Vitellaro